Dude Ranch ma è il controranking di Manq
La musica unisce. Le classifiche no.
Questo pezzo l'ha scritto Manq, perciò per le lamentele vi rimando qui C’è questa scena che secondo me ricordate tutti e che, se non ricordate, dovreste recuperarvi su youtube. Credo fosse un dopofestival. In studio c’è qualcuno che chiede a Frankie Hi-Nrg un parere sul pezzo portato in gara dai Tiromancino, forse a nome Zampaglione. Non ricordo, non starei a perdermi nei dettagli. Quel che succede è che Frankie Hi-Nrg dice che il pezzo non lo fa impazzire. Passa qualche minuto e, non si sa bene da dove, piomba in studio un tignosissimo Zampaglione che millanta cose tipo: “mi hanno informato che il signor DI GESU’ sta denigrando il mio pezzo”. Credo quell’episodio sia uno dei più fulgidi esempi di sfiga e ridicolaggine a memoria d’uomo, secondo forse solo a Ultimo che fa i live con la maglietta con scritto Ultimo.
Lo scrivo chiaro, perché io sto per fare essenzialmente la stessa cosa.
Quando nella mailbox mi è spuntata la newsletter di spento a titolo “Dude Ranch ma è un ranking dei miei pezzi preferiti” ho immediatamente messo l’elmetto. Credo di essermi fatto la nomea di uno che ai blink-182 vuole fin troppo bene ed è probabilmente vero, ma andando alla sostanza della questione, io di fatto sono solo uno a cui Dude Ranch ha cambiato la vita e che, poi, ha passato venticinque anni a provare a dare alla cosa un contorno che andasse oltre quei 15 pezzi. Fallendo quasi sempre, ma tant’è. Per me è obbligatorio rispondere a quella mail con questa cosa che sto scrivendo, lo sento come un dovere morale. E so di essere ridicolo nel farlo, so che non esiste un modo giusto o sbagliato di mettere in fila i pezzi di un disco, una ragione ed un torto, ma so anche che questa regola vale per tutti i dischi che non sono Dude Ranch.
Dal meno bello ai pezzi della vita.
15 – Degenerate
E’ l’unico pezzo oggettivamente brutto del disco. La Martellata di Michelangelo al ginocchio del suo Mosè.
14 – Voyeur
Soffre la posizione in scaletta, tipo Elena Barolo (tvb) in una foto in cui a destra ha Jennifer Lawrence e a sinistra Margot Robbie. Non è che puoi dire a Elena Barolo (tvb) che è brutta, ma ecco.
13 – Boring
Ultima del trittico che chiude la porzione non imprescindibile e miracolosa del disco. 20%, la porzione di lire che quando hai preso il CD è andata in IVA. Vuoi anche lamentartene, magari.
12 – Emo
Pezzo incredibile, finisce così basso in classifica solo per il suo essere meno tirato di altri e non avere un ritornello da singalong pazzesco tipo
11 – A New Hope
Che, onestamente, forse è meno bella della precedente in senso assoluto, ma ha quel ritornello incredibile che se sei in macchina chi ti guarda pensa tu sia scemo più di quanto, ragionevolmente, sei.
10 – Lemmings
Se non esistessero alcune delle tracce seguenti, Lemmings si potrebbe usare per spiegare perfettamente tutto ciò che mi ha fatto uscire di testa per questo disco e per i blink-182. In sintesi: TomDeLonge che suona la chitarra. E lo so cosa state pensando, ci torno dopo.
9 – Dick Lips
Questa sta più in alto di quanto dovrebbe, forse, per via di una clip live in cui Mark si mette a cantare un pezzo di ritornello sopra il bridge e Tom gli fa segno di no con la testa, come fosse un’idea terribile. Lo faccio anche io OGNI VOLTA da allora.
8 – Untitled
In questa fase di ranking diventa davvero complesso mettere le canzoni in fila, diciamo che Untitled ha il merito di essere forse l’unico pezzo scritto con Scott a non suonare peggio con Travis. So sorry, it’s over.
7 – Enthused
L’intro di questo pezzo è la cosa più devastante che esista. Poi il pezzo magari non mantiene esattamente le promesse fatte, ma quell’intro, santoddio.
6 – Apple Shampoo
Stiamo parlando di un disco in cui Apple Shampoo non è tra le cinque migliori tracce. Non so se ve ne rendete conto.
5 – Josie
“…she’s so smart and independent, I don’t think she needs me quite half as much as I know I need her, I wonder why there’s not another guy that she’d prefer…”. In altre parole: manq che racconta la sua vita sentimentale.
4 – I’m sorry
Questa è forse quella che perdono meno alla classifica di Marco. Per lunghi periodi l’ho considerata il mio pezzo preferito del disco. “Don’t bide your time ‘cause it is almost over and I know you’re down, and I’ll see you around and I know it hurts. But you’re just getting older and I know you’ll win, you’ll do it once again.” In pratica, sono venuto fuori in piedi dall’adolescenza perché Tom DeLonge faceva il tifo per me.
3 – Dammit
Va beh, per forza a podio. Se ne potrebbe parlare sotto tanti aspetti, dalla voce di Mark al rapporto strano che avevano prima del 2000 col successo che si era portato dietro, ma secondo me è un buon momento per tessere le lodi di quel genio iper sottovalutato di Mark Trombino, che qui ha fatto un capolavoro che Jerry Finn (rip) mai nella vita.
2 – Waggy
Capisco perfettamente Marco che la mette al primo posto, ha tutte le carte per starci ed è IL pezzo che, da ragazzino, mi ha mostrato come la musica potesse parlarmi. Perché ok, il punk-rock impegnato, le grandi cause, tutte robe in cui ho sempre creduto e che sono certamente importanti. Però ad una certa io avevo diciassette anni e cercavo soprattutto di dare un senso alla quotidianità, prima che al pianeta.
1 – Pathetic
I Blink per me sono questa cosa qui. Tom che pensa ai riff unicamente sulla base del fatto che debbano essere velocissimi, senza curarsi se sarà mai in grado di suonarli dal vivo (SPOILER: no), Scott che fa filare via la batteria drittissima e le due voci che si intrecciano e si completano, diverse ed immediatamente identificabili.
“I think I’m different, but I’m the same and I’m wrong.”

